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Marco Balderi, è nato in Versilia nel '58. Si è avvicinato all'arte orafa,
dopo aver sperimentato altre forme d'espressione artistica, quali la creta,
la pittura, la fotografia. La sua non è infatti una formazione scolastica,
standardizzata dai canoni classici. ma piuttosto una ricerca, una sfida,
con i metalli con i materiali preziosi o poveri, che unisce in maniera
armoniosa. E' stata questa infatti la sua scuola, la ricerca su forme
e materiali, così che la teoria si è consolidata assieme all'esperienza
diretta del fare. La mano e la mente hanno imparato a muoversi all'unisono
trascinando nell'oggetto quel sentimento capace di trasformarlo in gioiello.
Le sue creazioni sbocciano così in modo spontaneo, rifuggendo fredde
progettazioni. Predilige gli antichi sistemi di lavorazione, come la "fusione
a cera persa" . Con questa tecnica dà vita alla sua prima vera
e propria collezione "Gemme di Bosco , una collezione che rinnova continuamente
con pezzi rigorosamente unici, dove Rami, Tralci Fascine di arbusti dorati,
creano un nido, che accoglie le " Gemme " preziose, che vanno dal rosso
lampone, dei rubini, all'azzurro del cielo, delle acque marine. E poi
altre pietre, meno conosciute ma intrise di un fascino, che le rende ugualmente
preziose. Il Quarzo Rutilato, l'Opale di Fuoco, Il
Quarzo Dendridico o l'Ametista. Altra collezione nata quasi per gioco,
ma che ha dato una grande soddisfazione, è quella che ha visto come sfida
l'utilizzo di materiali,. meno preziosi ; quali l'argento il rame e il
bronzo. " Ombre Tribali " è una collezione dall'impatto forte e deciso
, dove i materiali subiscono il trattamento particolare e segreto delle
patine, dei chiaro scuri delle lucidature parziali, e di altri accorgimenti
che, solo l'occhio esperto può leggere. Dopo il successo ricevuto da questa
collezione, è stato inserito l'utilizzo di metalli propriamente preziosi.
E così è l'oro giallo che si sposa all'oro bianco, o all'argento . E'
così che anche le pietre trovano collocamento tra le superfici rugose
di questi gioielli. Altri progetti e prototipi, sono presenti nel laboratorio
in Via Mazzini. L'esperimento per esempio di utilizzare il legno nobile,
da unire ai metalli. Così nascono anelli e bracciali in Ebano e Oro, oppure
centrali in argento e legni esotici. Marco Balderi resta così in bilico
tra l'artigiano e l'artista, porsi limiti o mete, sapendo che tutto è
in trasformazione e che i punti fermi, sono solo le basi sulle quali costruire.
Certo che oggi c'è da sorridere, pensando a quando per fare esperienza,
usava le catenine della mamma (ignara) o per le sue fusioni fatte in casa
usava l'osso di seppia come i nostri avi , non considerando il pessimo
odore che inondava tutto il vicinato. Dopo aver sciupato, come dice lui,
dopo aver fuso invece che saldato dopo che, l'esperienza del banchino
orafo nel garage di casa si stava trasformando in passione , c'era bisogno
di approfondire. E allora non la scuola , ma le aziende artigiane di Arezzo
e di Valenza, dove i trucchi e l'abilità degli anziani , hanno dato senz'altro
i suoi frutti. -La sua prima attività ha sede a Forte dei Marmi, ma è
Pietrasanta che lo attrae in modo particolare, e così vi si trasferisce
. Questa si dimostra una scelta felice. E qui infatti che si respira arte-,
e Marco finalmente trova la sua strada per personalizzare un suo proprio
stile . E sempre qui che inizia, prima fra tutte , la collaborazione con
un grande artista; Igor Mitoraj . E poi a seguito, quella con altri artisti
come : Do Konig Vassilakis, Ivan Theimer, Sofia Vari, Tomek. E anche altri
di cui magari sfugge il nome perchè meno conosciuti , ma sempre con un
unico denominatore comune ; la sensibilità per la bellezza che proprio
l'arte racchiude. Una grande soddisfazione è anche quella di poter esporre
le opere di alcuni di questi artisti. Infatti nella sede di Via Mazzini,
chiunque può ammirare le sculture gioiello di Do Konig Vassilakis
e di Igor Mitoraj. Molto interessante la nuova iniziativa che Marco sta
per promuovere. Dedicare uno spazio espositivo , sempre all'interno del
suo studio , dove potranno trovare spazio le opere di artisti interessati
a dar vita così, ad un continuo scambio, e arricchimento culturale. Proprio
a fine Ottobre le opere della artista coreana Jeon in Kang, daranno inizio
a questa nuova inziativa.
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